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APPROFONDIMENTI» INTERVENTO DI MASSIMILIANO BERGOMI ALL'EVENTO "RIPARTIRE DAL LAVORO. GIOVANI E IMPRESE" DEL 5/6/2012
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DIALOGO FRA UN PADRE E UN FIGLIO VENTENNE

- Quest’anno terminerò la scuola superiore e vorrei saperne di più del mercato del lavoro.

Se vuoi la mia opinione penso che mai come in questo periodo sia difficile azzardare una qualche previsione. Comunque innanzitutto partiamo dalla nostra provincia.
Cosa sai della nostra realtà?

-Poco, a scuola non abbiamo avuto molte occasioni per parlare del nostro contesto.

Cominciamo da qui allora. Le informazioni che ti darò potranno essere utili per tracciare una qualche tendenza e per cercare di delineare quali opportunità può offrire il nostro territorio.
Devi tener conto innanzitutto che la nostra provincia, sebbene interessata come altri territori, da una riduzione degli addetti nell’industria manifatturiera, a vantaggio dei servizi rimane una realtà a forte vocazione produttiva con varie specializzazioni ed eccellenze soprattutto nell’ambito metalmeccanico, (dall’automotive, alla meccanica di precisione, agli articoli per la casa, alle valvole, alle macchine utensili e così via).

- Quali sono i settori che offrono più opportunità di lavoro?

Tieni conto che i dati che ho a disposizione evidenziano oggi maggiori possibilità di lavoro nei servizi e in particolare nel commercio, rispetto all’industria in generale, sebbene il metalmeccanico ed elettronico esprimano una relativa vivacità.

- E assumono più le grandi imprese o le medio-piccole?

I dati dicono che quelle con maggior richiesta di personale siano quelle sotto i 50 dipendenti.

- E i profili più richiesti?

Sono nell’area amministrativa e finanziaria e in quella commerciale.

- Pensi mi convenga approfondire lo studio delle lingue?

Certo aumenteresti di molto le possibilità di occupazione. La nostra società di ricerca e selezione sta cercando giovani laureati che sappiano il tedesco e anche in qualche caso, il cinese, per ruoli commerciali junior, ma facciamo molta fatica a trovarli. Non è necessaria un’esperienza di lavoro.

- Ma non basta conoscere l’inglese? Non si può dialogare in inglese con i tedeschi e i cinesi?>BR>

L’inglese non basta più, e non solo per i ruoli commerciali internazionali, ma anche per quei tecnici che devono fare manutenzioni o interventi all’estero, soprattutto nei paesi asiatici. Certamente è più probabile conversare in inglese con un tedesco che con un cinese. Ma tieni conto che la Germania rappresenta per Brescia il primo partner commerciale per giro d’affari sia per l’import che per l’export. Parlare la lingua del paese con cui si fanno i maggiori affari facilita e rappresenta un importante valore aggiunto. Tieni conto poi che le nostre imprese sono sempre più internazionalizzate.

- A me non dispiacerebbe lavorare per una grande azienda. Cosa ne pensi?

La dimensione di un’azienda di per sé non è tutto. Innanzitutto ricorda che circa il 95% delle nostre imprese non supera i 9 addetti e solo lo 0,1% ha più di 250 dipendenti.
Detto questo, non è scontato che in una grande azienda si impari di più e si abbiano più soddisfazioni che in una piccola o media. Anzi, ciò dipende da molti fattori al di la della dimensione. Conosco aziende di piccole dimensioni che per vivacità, professionalità, qualità del prodotto o del servizio, apertura internazionale, non hanno nulla da invidiare ad una grande azienda.
Se fossi un giovane in cerca di lavoro, più che alla dimensione aziendale baderei all’esperienza che posso trarre, al progetto professionale nel quale sono inserito, alle prospettive di sviluppo che può avere l’azienda e il settore nel quale opera.

- Molti miei compagni, io compreso, sono indecisi se proseguire gli studi dopo la maturità o cercare subito un lavoro. Che ne pensi?

Prima i dati: la tendenza è che le assunzioni per titolo di studio si vanno spostando verso livelli più alti di scolarizzazione. Nel 2005, nella nostra provincia i diplomati erano il 30% degli assunti, nel 2009 erano il 47%; i laureati erano il 7% e sono passati al 14%.
Detto questo, lasciami dire che la tua domanda è mal posta: una verità, forse l’unica che possa dirti, è che, qualunque lavoro tu farai, non potrai e mi auguro, non vorrai, mai smettere di studiare, di approfondire, di formarti. Diplomi, lauree, percorsi di qualifica, saranno solo importanti punti di partenza lungo un percorso sempre incompiuto.

- Che fatica papà!

Si, ma se ti piacerà quello che farai, la fatica si trasformerà in gioia e costante tensione al fare meglio per te e per la società a cui appartieni. Ricorda poi come disse un famoso acconciatore inglese degli anni 20 (Vidal Sassoon) che è solo nel dizionario che il successo viene prima del sudore.

- La nuova riforma del lavoro cerca di garantire una minor precarietà a noi giovani. Cosa mi posso aspettare?

Certo è indiscutibilmente necessario non lasciare spazio agli abusi e punire chi non rispetta le leggi. Ma lascia che dica una cosa: non dovresti preoccuparti troppo del tipo di contratto di lavoro che potrebbero proporti come giovane senza esperienza. Guardati naturalmente da chi vuole solo il tuo lavoro in cambio di niente (niente o pochi soldi e niente formazione), e pensa prima di tutto a farti conoscere, apprezzare per quello che sei e che puoi dare; scegli un’azienda non solo per il contratto che ti propone, ma soprattutto per quello che ti può dare in termini di esperienza, di sviluppo personale e professionale.
Un tirocinio o stage, come lo vuoi chiamare, può rappresentare una grande occasione per partire, è come la prima parola vergata su un foglio bianco, immacolato. L’importante è partire, il resto verrà…

- Come faccio ad affrontare un colloquio di lavoro?

Prima di tutto sii puntuale, educato e credimi non sono parole scontate, e soprattutto informati e vai informato sull’azienda e sul suo settore (oggi la tecnologia, internet non ammettono scusanti e disinformazione), chiedi che sviluppo può esserci, che formazione garantiscono, e scegli, se possibile, non la via più facile a tutti i costi, la più comoda (sono più vicino a casa…), ma quella magari apparentemente più difficile, ma più formativa per il tuo futuro.

Ma ora dimmi, ti ho parlato del nostro territorio, ti ho fornito dati e, per sommi capi, la cornice di un quadro. Sta a te saper scegliere i colori dalla tavolozza e il soggetto da dipingere.

- Ma io non so ancora cosa mi piacerebbe fare.

Penso sia normale, anch’io alla tua età avevo le idee molto confuse. Ma esperienza dopo esperienza il soggetto da dipingere mi si delineava sempre più chiaramente. Capivo ciò che volevo e non volevo fare. Concludo dicendoti che nei miei 23 anni di lavoro ho avuto modo di conoscere e di valutare, per lavoro, molte persone, da manager di alto e altissimo livello a persone con un lavoro più operativo. Posso dirti per esperienza che coloro che hanno ottenuto buoni risultati nel lavoro (qualunque esso sia) e soprattutto duraturi nel tempo, superando anche le avversità, sono quelli che hanno saputo comporre armoniosamente le note della serietà e onestà professionale, della determinazione, dell’energia, ma soprattutto della sconfinata passione per quello che facevano.
Ricordo la coinvolgente luce emanare dai loro occhi mentre mi raccontavano il loro lavoro. Ecco, figlio mio, il miglior augurio che vorrei formularti è di vedere anche nei tuoi occhi quella luce magica quando mi parlerai del tuo lavoro, qualunque esso sarà.
E questo sarà per me il segno che sarai entrato nel mercato del lavoro dalla porta principale e non da quella di servizio.

Brescia, 5 giugno 2012

Massimiliano Bergomi – SESVIL srl
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