Sesvil
APPROFONDIMENTI» Il lavoro a Milano: tendenze e prospettive (1)
dot_page_green

Cresce il lavoro nella provincia di Milano. Sono oltre cinquantacinque mila le assunzioni previste nel 2005 dalle imprese milanesi, l'8,6% del totale stimato in Italia.
In Italia un lavoratore su dieci è occupato a Milano: un milione e mezzo su quindici milioni; nella maggior parte dei casi si tratta di assunzioni a tempo indeterminato, in aumento è anche il ricorso al part-time.
Nel confronto nazionale un assicuratore su tre lavora a Milano. Milano come fucina di lavoro diventa sempre più presente in tutta Italia: il 40% dei posti di lavoro creati dalle imprese milanesi sono fuori del territorio provinciale, cioè circa seicentodieci mila addetti arrivano dalle quaranta mila imprese delocalizzate in altre province a cui se ne aggiungono circa duecentoquaranta mila creati dalle mille multinazionali milanesi all’estero: in tutto ottocentocinquanta mila posti di lavoro fuori Milano, in Italia e nel mondo.
Più che in passato, conterà il possesso di esperienza lavorativa. Solo il 26,5% dei neo-assunti, infatti, saranno persone al primo impiego (l’anno scorso erano il 30,7%). Pur riducendosi in termini assoluti del 3,9% rispetto al 2004, il fabbisogno di occupazione delle imprese indica una domanda di professionalità sempre più spostata verso attività a maggior contenuto intellettuale, tecnico e specialistico, per occupare posizioni di livello medio-alto e intermedio collegate alle attività di definizione e attuazione delle strategie commerciali.

Questi dati emergono da una elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati Excelsior (Sistema informativo permanente sull'occupazione e la formazione realizzato dalle Camere di commercio, con il coordinamento di Unioncamere e il sostegno del ministero del Lavoro e dell'Unione europea) e relativi alle previsioni di assunzioni delle imprese di Milano e provincia per il 2005.
“L'indagine 'Excelsior 2005' presenta un dato incoraggiante. Nonostante la crescita zero, l'Italia riesce a creare posti di lavoro stabili”. Così il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ha commentato il rapporto. “Questo dimostra la vitalità del sistema italiano, che è la nostra ricchezza. Bisogna spostare risorse, come quelle degli ammortizzatori sociali, al sistema delle piccole e medie imprese, dando sostegno non solo per ricerca e sviluppo, ma anche per gli ammortizzatori”.

Milano si caratterizza per essere città dei servizi. Quasi il 15% degli addetti si concentra nelle attività professionali ed imprenditoriali, un 17% nel commercio e un 5% nell’informatica.
Tra i vari settori spicca la crescita dei servizi informatica e telecomunicazioni; dei servizi professionali; delle costruzioni; dei prodotti elettrici ed elettronici; dell’editoria e stampa; della chimica e farmaceutica e dei prodotti in gomma e plastica.
Per l’Amministratore Delegato di Italia Lavoro, Natale Forlani, “nell'economia italiana è in atto una trasformazione del sistema dei servizi, che ancora fanno la parte del leone nella crescita dell'occupazione. Ma questa tendenza, tipica dei Paesi sviluppati, non è ancora colta dagli analisti, più concentrati sul settore manifatturiero”. Forlani ha osservato come l'occupazione cresca nelle fasce medio-alte della forza lavoro. “Questo fenomeno - ha affermato - non può essere solo un effetto dell'aumento della scolarità, ma è sintomo dell'evoluzione verso l'alto, in termini di qualità, di un pezzo di economia”.
Elevata risulta anche la richiesta di tecnici e responsabili di produzione e delle figure esperte nella programmazione dei processi e nella qualità, così come quella degli specialisti in selezione e gestione delle risorse umane e di tecnici dell'amministrazione del personale.

sesvil