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APPROFONDIMENTI» Evoluzione del mercato del lavoro: alcune riflessioni di sintesi (2)
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3. DINAMICHE DEL MERCATO DEL LAVORO

Secondo l’ISTAT il mercato del lavoro italiano ha espresso per il 2005 le seguenti dinamiche:
  1. è cresciuta l’occupazione, in particolare quella a tempo pieno e indeterminato; il 63% degli occupati italiani ha un contratto di assunzione a tempo indeterminato;
  2. le donne vanno lentamente recuperando terreno rispetto a tradizionali posizioni di svantaggio; il 45% della popolazione femminile in età lavoro risulta occupato, tale percentuale è migliorata di nove punti negli ultimi dieci anni, ciononostante l’equivalente maschile è pari al 69,7%. Sono le laureate a risultare le più occupate ed emerge una decisa concentrazione dell’occupazione femminile nella Pubblica Amministrazione e nel commercio;
Inoltre, secondo il rapporto Excelsior 2005 il mercato del lavoro italiano è interessato da:
  1. un incremento occupazionale guidato dal commercio e dall’edilizia, a cui segue il turismo. Per l’industria, vanno meglio quelle dei metalli e del legno-arredo (settori legati alle costruzioni), negative le previsioni per il settore moda; tra i comparti meno dinamici dei servizi, il settore informatico e telecomunicazioni;
  2. la crescita è sostenuta dalle piccole e medie imprese sotto i 250 dipendenti, mentre continua la flessione per le grandi imprese che concentrano sempre più le funzioni strategiche (progettazione, ricerca, marketing, rete commerciale Italia e estero);
  3. il 44% delle imprese utilizza contratti non standard (contratto a termine, apprendistato, part-time); relativamente ai contratti a progetto, vi ricorrono soprattutto le aziende dei servizi e riguardano figure ad elevata professionalità (contabilità, vendita, marketing e pubbliche relazioni); da notare che il 40% dei collaboratori a progetto ha più di 35 anni;
  4. un’evoluzione qualitativa della domanda di capitale umano; si assiste infatti ad un netto incremento della domanda di figure professionali di livello elevato (professioni intellettuali, scientifiche e di alta specializzazione), a fronte di un calo delle professioni di livello medio-basso (professioni operative); le imprese stanno cercando sul mercato del lavoro professionalità sempre più qualificate, in grado di fare innovazione, di gestire relazioni complesse con altre imprese e con i mercati di consumo finale;
  5. è aumentata anche la richiesta di laureati, specialmente per il settore dei servizi (da 6.5% del 2003 a 8.8% del 2005). Le lauree più richieste riguardano gli indirizzi economico-commerciali e ingegneristici, anche se aumentano le richieste di lauree a indirizzo umanistico; in particolare si privilegiano le lauree specialistiche (infatti solo nel 17% dei casi le imprese richiedono lauree triennali);
  6. tale fenomeno interessa in particolare le imprese di medio-piccole dimensioni, fenomeno che potrebbe stare ad indicare un deciso sforzo di tale segmento della nostra economia verso una maggiore qualificazione e specializzazione del capitale umano;
  7. si assiste ad una graduale espulsione delle figure di operai specializzati, a conferma della riorganizzazione delle fasi produttive in atto nelle medie imprese manifatturiere e dell’esistenza di fenomeni di decentramento e delocalizzazione;
  8. nel complesso è da segnalare una generalizzata crescita della domanda di professioni destinate proprio alle aree in cui si concentrano le competenze di tipo “relazionale”,verso il mercato o verso le altre unità produttive o di servizio: la competitività è sempre meno legata alla capacità di raggiungere economie di scala e alla pura concorrenza di costo e di prezzo, ma al contrario le strategie aziendali sembrano basate in misura crescente sulle economie esterne da specializzazione e di filiera. Una quota sempre più elevata di imprese sceglie oggi di crescere sviluppando non la dimensione aziendale, ma i legami con altre imprese: gruppi d’impresa, distretti industriali, circuiti della subfornitura rappresentano i percorsi che le imprese italiane stanno oggi seguendo per superare il loro limite dimensionale e per guadagnare in termini di flessibilità e tempestività di risposta agli andamenti del mercato;
  9. quanto alle figure più richieste e in crescita rispetto al 2004, si tratta di specialisti marketing e tecnici pubblicitari e pubbliche relazioni (3600 unità), tecnici responsabili di produzione (3 mila unità), esperti nella progammazione di processi e qualità (2 mila e 300), esperti selezione e gestione risorse umane (2 mila e 500).

    Bibliografia


    -Leonardo Cilia, Qualità e competitività, in Direzione del Personale, Trimestrale AIDP, n. 1 marzo 2005
    -Pietro Ichino, La “Legge Biagi” alla prova dei fatti, in Direzione del Personale, Trimestrale AIDP, n. 1 marzo 2005
    -Isfol, Rapporto Isfol 2005, Roma, 2005; -www.welfare.gov.it, Andamenti dell’occupazione e della disoccupazione, Segretariato generale;
    -http://excelsior.unioncamere.net, I principali risultati dell’indagine 2005;
    -www.welfare.gov.it/RiformaBiagi/, Guida alla riforma Biagi.
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