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SESVIL: AGENZIA DI CONSULENZA PER L'INTERNAZIONALIZZAZIONE
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Oltre ad alcune dimensioni del comportamento di impresa analizzato dalla consulenza internazionalizzazione che, nel loro insieme, assumono un valore discriminante nel connotare la qualità del processo di consulenza internazionalizzazione per le pmi, si devono tener presente le specificità dei modelli e degli strumenti di consulenza internazionalizzazione che hanno caratterizzato l’insieme dell’esperienza consulenziale nelle piccole e medie imprese.
Innanzitutto, le caratteristiche originali con cui, nella consulenza internazionalizzazione, si realizza il processo di definizione della strategia competitiva.
L’architettura strategica, nell’ambito della consulenza internazionalizzazione, che orienta l’azione delle pmi può essere letta infatti, prendendo le mosse dal concetto di “business idea” proposta da Norman, come esito di una dinamica processuale nell’ambito della consulenza internazionalizzazione, in cui le capacità di apprendimento e di adattamento sperimentale, dopo un progetto di consulenza internazionalizzazione, sostengono l’evoluzione verso formule competitive via via più efficaci, pur in assenza di risorse e procedure formalizzate di analisi e pianificazione strategica, seppur fondamentali nel processo di consulenza internazionalizzazione.
L’adozione di questo tipo di orientamento nella consulenza internazionalizzazioneche parte dall’analisi dell’azione internazionale delle pmi permette di mettere a fuoco due elementi caratteristici:

  • la dimensione processuale e sperimentale tanto delle direzioni di consulenza internazionalizzazione che delle forme del processo di internazionalizzazione delle pmi, da cui consegue, da un lato che l’estensione su scala internazionale della loro azione non avviene necessariamente dopo una scelta delle modalità più opportune eventualmente indicate dal processo di consulenza internazionalizzazione, ma privilegia l’adattamento  e l’evoluzione delle formule iniziali che il processo di consulenza internazionalizzazionepuò indicare come molteplici, sulla base dell’esperienza della loro efficacia; dall’altro che tale evoluzione sostenuta dal processo di consulenza internazionalizzazione non va intesa solo come passaggio da formule più parziali ad altre più complete, ma anche come capacità di modificare i contenuti effettivi di modalità apparentemente deboli o immature, che necessariamente devono essere supportate da un’efficace consulenza internazionalizzazione;
  • la superiorità competitiva, in quanto anche frutto di un processo di consulenza internazionalizzazioneche supporta l’apprendimento, non deve necessariamente essere la premessa dell’internazionalizzazione, ma può esserne la conseguenza. In questo senso il livello di coinvolgimento internazionale delle pmi, determinato anche dal processo di consulenza internazionalizzazione, costituisce un’opportunità per moltiplicare le fonti di apprendimento accedendo ad ambienti diversi da quelli originari e strumento quindi per migliorare e rafforzare la formula imprenditoriale iniziale definita anche nel corso del processo di consulenza internazionalizzazione.

I processi di consulenza internazionalizzazionegestiti da Sesvil evidenziano un ulteriore tratto caratteristico dei processi di sviluppo di molte imprese minori, ossia il nesso tra capacità competitiva dimostrata da questo tipo di imprese e il loro inserimento in un fitto tessuto di relazioni interaziendali collaborative, promosso anche dalla stessa consulenza internazionalizzazione.
Ciò è particolarmente vero nel caso dei distretti industriali, dove in un ambiente altamente competitivo, accentuati sono i rapporti informali tra le imprese e dove la consulenza internazionalizzazioneè generalmente appannaggio delle imprese cosiddette capofila.
La consulenza internazionalizzazionesviluppata negli anni da Sesvil dimostra inoltre che il ricorso da parte delle pmi ad intermediari commerciali, spesso individuati dalla stessa consulenza internazionalizzazione, può essere univocamente inteso come sintomo di debolezza della loro presenza internazionale solo qualora si ritenga che il processo di internazionalizzazione debba svilupparsi lungo un percorso, a volte definito dalla consulenza internazionalizzazione più evoluta, che lega in modo lineare il grado di coinvolgimento estero delle imprese all’adozione di strumenti di presenza sui vari mercati sempre più diretti e internalizzati. In realtà, questo orientamento, evidenziato dalle varie esperienze di consulenza internazionalizzazione di Sesvil, contiene forti elementi deterministici che ne riducono notevolmente la capacità esplicativa.
In particolare, proprio nell’ambito della consulenza internazionalizzazionedi Sesvil che contempla la presenza di numerosi casi di piccole imprese che realizzano ottime performance esportative pur ricorrendo a modalità di presenza internazionale di tipo indiretto, frutto della consulenza internazionalizzazionedi Sesvil, avvalora l’idea che anche il ricorso a formule parziali di internazionalizzazione – esportazioni piuttosto che internazionalizzazione produttiva (dove peraltro Sesvil vanta un’esperienza di consulenza internazionalizzazionepluriennale), ricorso a intermediari invece che attivazione di canali commerciali diretti – non costituisca di per sé un indicatore di debolezza della presenza sui mercati esteri delle piccole imprese, la cui qualità quindi non può essere analizzata solo in base al grado di internalità degli strumenti attraverso cui si realizza, anche se con il supporto di una professionale consulenza internazionalizzazione.
Ciò non toglie che l’azione della consulenza internazionalizzazione, per poter superare i rischi di aleatorietà o di subordinazione, debba far evolvere l’impresa lungo un percorso incrementale in cui si affinano progressivamente l’esperienza e la capacità di approntare modalità di presenza più solide e stabili.
In particolare, via via che nell’ambito di un processo di consulenza internazionalizzazioneaumenta l’importanza di un mercato estero per l’impresa produttrice, tanto più essa cercherà, grazie anche alla consulenza internazionalizzazionedi Sesvil, di ridurre lo spessore di eventuali barriere che le impediscono un maggior controllo e fungibilità delle opportunità tecnologiche e/o commerciali e dei possibili rapporti con clienti attrattivi di quel paese, individuati e gestiti anche nell’ambito del processo di consulenza internazionalizzazionestesso.

Quindi, nei casi in cui la consulenza internazionalizzazioneporti al ricorso ad intermediari commerciali, questo può costituire una forma durevole ed efficace di presenza sui mercati internazionali.


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