Sesvil

internazionalizzazione imprese

dot_page_green

L’internazionalizzazione imprese richiama, seppur indirettamente, concetti quali la globalizzazione dell’economia, la cooperazione fra gli attori economici e le istituzioni, la diffusione della conoscenza, il problema della fornitura di adeguati servizi di consulenza per lo sviluppo del processo di internazionalizzazione imprese.

L’internazionalizzazione imprese è un processo in continua evoluzione e attraversa stadi diversi. L’internazionalizzazione imprese che si declina nello scambio di merci è storicamente la prima forma di relazione internazionale ed è tuttora, in termini quantitativi, la voce più rilevante. E’ la forma più classica di internazionalizzazione imprese ed ha come presupposto un processo di divisione internazionale del lavoro fra economie distinte e lo scambio sul mercato di beni che hanno prevalentemente carattere materiale, sia pure con gradi diversi di intensità tecnologica.
Sotto il profilo istituzionale, tale forma di internazionalizzazione imprese muove da una filosofia libero scambista: la libera circolazione delle merci è necessaria perché la specializzazione produttiva che si attua tra contesti nazionali diversi sia la più efficiente possibile.

La forma successiva di internazionalizzazione imprese è quella della internazionalizzazione produttiva, che si attua prevalentemente attraverso lo sviluppo di investimenti diretti all’estero e conduce a forme di espansione multinazionale delle imprese, in un’ottica di aumento dimensionale e standardizzazione della produzione.

Quando si parla di internazionalizzazione imprese di tipo mercantile e produttiva, si designano due fasi storiche e due processi economici logicamente susseguenti, ai quali corrispondono due modalità, cioè due forme, ben individuate: l’export di merci e l’investimento, non nel senso vicendevolmente escludente, ma in quello del rilievo dominante che l’una o l’altro assumono in un determinato contesto storico e ambientale.
Entrambe le forme di internazionalizzazione imprese sono ben presenti sulla scena mondiale odierna, ma con il procedere dei processi di internazionalizzazione verso la fase della globalizzazione esse tendono a sfumare verso altre forme.
Tali forme di internazionalizzazione imprese non possono essere considerate come rientranti né nel commercio (import export) in senso stretto, né nell’investimento diretto. Si definisce, appunto, come nuova forma di internazionalizzazione imprese tutto ciò che non è export nel senso tradizionale né investimento diretto. A titolo di esempio, si va dal franchising, alle joint venture, alle cessioni di licenze, ecc.
Tali forme di internazionalizzazione imprese non sono da considerarsi come delle soluzioni di second best nelle decisioni di impresa, ma di first best in funzione delle specifiche caratteristiche delle imprese e dei mercati di origine e di destinazione dei prodotti.

A questo riguardo, una visione strategica può giustificare la scelta del “grado” di internazionalizzazione imprese nella forma dell’internazionalizzazione commerciale, dell’internazionalizzazione in termini di investimento diretto all’estero (IDE) o di una alternativa intermedia di internazionalizzazione.
Alla globalizzazione si collegano forme di internazionalizzazione imprese che si attuano non necessariamente attraverso lo sviluppo dimensionale, bensì attraverso accordi di collaborazione.
Le relazioni non competitive tra imprese non caratterizzano in modo esclusivo questa fase evolutiva di internazionalizzazione imprese (crescita dimensionale e globalizzazione non sono certo incompatibili, solo che il legame non è più necessario), ma ne rappresentano l’elemento più interessante sotto il profilo qualitativo.

L’aspetto saliente è dato dal fatto che a livello internazionale si assiste a una crescente smaterializzazione dei flussi di scambio, che hanno sempre più per oggetto il trasferimento di conoscenze e tecnologie, in una parola, di informazioni.
Se l’internazionalizzazione imprese (specialmente di medio-piccole dimensioni), in termini di export, è un dato ormai acquisito, l’attuale tendenza verso la collaborazione interaziendale offre alle imprese nuove opportunità di evoluzione in senso internazionale. In tal senso, assume ulteriore importanza il distretto industriale nel quale fra le piccole e medie imprese esiste già una tradizione di interazione proficua nel perseguimento dell’interesse individuale.


sesvil